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Il glossario di Nathueral

Tessuti naturali, tecniche decorative e materiali utilizzati nella produzione dei nostri capi.

Tessuti naturali e tecniche decorative
Glossario tessuti naturali
Sommario

Tessuti naturali

I tessuti che utilizzo per le mie creazioni sono naturali e pregiati, puri oppure “in mischia” tra diverse fibre. Mi rifornisco da produttori italiani che realizzano tessuti completamente tracciabili ed ecosostenibili. Vado anche alla ricerca di tessuti da deadstock (ovvero rimanenze di magazzino di aziende italiane) e di rarità a cui mi piace dare una seconda vita, dopo averle trovate nei mercatini vintage o antiquari.

Canapa

Naturale, resistente, traspirante, assorbente, ipoallergenica, termoregolante, durevole, biodegradabile, eco-friendly

La canapa è una fibra naturale di origine vegetale ricavata dalla Cannabis sativa. Considerata una delle fibre tessili più sostenibili e resistenti, oltre che una delle più antiche, è molto apprezzata per la durabilità e la versatilità. La pianta è straordinaria: cresce molto velocemente, richiede poche risorse, è forte e non impoverisce il suolo! La fibra naturale di canapa è biodegradabile ma molto resistente: i tessuti che ne derivano sono estremamente durevoli e resistenti all’usura, oltre che traspiranti ed eccellenti nell’isolamento termico (infatti mantengono la pelle asciutta e fresca durante l’estate e riscaldano il corpo in inverno, un po’ come la lana). L’aspetto è naturale, rustico e lievemente grezzo: per ottenere texture più morbide la canapa può anche essere utilizzata “in mischia” con altre fibre. Inizialmente può risultare un po’ ruvida al tatto, ma con l’uso diventa sempre più morbida e piacevole, mantenendo la sua durabilità. Ѐ un tessuto molto adatto alla tintura naturale poiché assorbe bene i coloranti. A questo punto posso aggiungerlo: è la mia fibra preferita!

Lino

Naturale, fresco, traspirante, assorbente, ipoallergenico, durevole, diventa piĂš morbido nel tempo, biodegradabile, eco-friendly

Il lino è una fibra naturale tra più antiche e pregiate: leggero e resistente, è apprezzato soprattutto per la sua leggendaria freschezza e per le qualità ecologiche. Ѐ naturalmente fresco al tatto, confortevole e traspirante: può assorbire molta umidità senza apparire bagnato ed è ideale per i capi di abbigliamento da usare in estate, oltre che come tessile per la casa. La fibra naturale di lino ha anche proprietà di isolamento termico: oltre a essere fresco nei climi caldi, può mantenere il calore con temperature più basse. Insieme alla canapa, è una delle fibre più resistenti e durevoli: se vengono trattati con cura, i tessuti in lino durano a lungo nel tempo e diventano più morbidi con l’utilizzo. Uno dei tratti distintivi del lino è la tendenza sgualcirsi con grazia: le sue pieghe, dopotutto, sono parte del suo fascino elegante e casual al tempo stesso!

Ortica

Naturale, traspirante, ipoallergenica, antibatterica, resistente, durevole, biodegradabile, eco-friendly

La fibra naturale ricavata dalla pianta di ortica (principalmente Urtica dioica ovvero ortica selvatica) è stata riscoperta di recente, ma era già utilizzata in tempi antichi per la produzione tessile. L’ortica ha qualità meravigliose: è ecologica, resistente, traspirante e biodegradabile, la sua produzione ha un bassissimo impatto ambientale. Somiglia alla canapa per le eccellenti proprietà di termoregolazione, è ipoallergenica, antibatterica e ha anche proprietà antistatiche. Il tessuto di ortica, però, è anche molto morbido al tatto e si fa riconoscere per la lucentezza naturale, che può ricordare la seta.

Cotone bio

Naturale, traspirante, assorbente, ipoallergenico, morbido, adatto a pelli sensibili, biodegradabile, eco-friendly

Il cotone è una delle fibre naturali più diffuse al mondo: è versatile, traspirante e molto apprezzato per la sua morbidezza. Rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali, che richiedono moltissima acqua, prodotti chimici e pesticidi, le coltivazioni biologiche sono l’alternativa sostenibile, con un minore impatto sui terreni, sull’ambiente e sulla nostra salute. La fibra di cotone bio è naturalmente morbida al tatto e molto traspirante (permette all'aria di circolare e mantiene la pelle asciutta). Rispetto al cotone trattato in modo chimico, il cotone biologico è più resistente e dura più a lungo, oltre a essere ipoallergenico e ideale anche per le pelli più delicate. Non viene trattato con sbiancanti, quindi al naturale il colore del tessuto può variare dal bianco al beige al marrone chiaro. Il cotone bio è certificato da organizzazioni internazionali come GOTS oppure OEKO-TEX, che ne garantiscono la provenienza: la certificazione conferma che il cotone è stato coltivato e prodotto rispettando criteri ecologici, etici e sociali.

Bamboo

Naturale, fresco, traspirante, ipoallergenico, antibatterico, anti-odore, termoregolatore, adatto a pelli delicate, biodegradabile, eco-friendly

La fibra naturale è ricavata dalla pianta di bamboo, che cresce molto rapidamente, senza bisogno di fertilizzanti chimici, pesticidi o grandi quantità di acqua (infatti è una delle risorse più sostenibili e rinnovabili al mondo, con un bassissimo impatto ambientale). Estremamente morbido al tatto e spesso paragonato alla seta, il bamboo è un tessuto fresco, leggero e molto traspirante: è naturalmente antibatterico e anti-odore, termoregolatore, assorbe facilmente l’umidità, è indicato per le pelli sensibili ed è più resistente del cotone.

Tencel-Lyocell

Naturale, traspirante, ipoallergenico, elastico, resistente, durevole, biodegradabile, eco-friendly

Il tencel-lyocell è una fibra tessile derivata dalla cellulosa del legno, principalmente di alberi come eucalipto, faggio e abete, coltivati in maniera sostenibile. Il processo di produzione del tencel è considerato tra i più ecologici e rispettosi per l’ambiente: la tecnologia utilizzata (Refibra™) richiede una quantità ridotta di acqua e impiega solventi riciclabili, in un sistema virtuoso a circuito chiuso. Il tessuto è resistente, ma al tempo stesso estremamente morbido e confortevole al tatto, liscio ed elastico. Ha eccellenti proprietà di traspirabilità e assorbe in modo naturale l’umidità.

Soia

Naturale, traspirante, ipoallergenica, antibatterica, elastica, durevole, biodegradabile, eco-friendly

La fibra naturale di soia è ricavata dai sottoprodotti della lavorazione della soia (in particolare dalla proteina residua dopo l'estrazione dell'olio dai semi), con un processo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Per la sua morbidezza è conosciuta anche come "cashmere vegetale” ed è molto piacevole da indossare, oltre che apprezzata per l’aspetto lucente simile alla seta. Ѐ una fibra ipoallergenica, antibatterica, altamente traspirante e può assorbire l'umidità, mantenendo la pelle fresca e asciutta. Nonostante la texture delicata, il tessuto di soia è resistente e durevole, anche grazie alla sua naturale elasticità (simile a quella di alcune fibre sintetiche).

SeaCell-Alga

Naturale, traspirante, ipoallergenico, adatto a pelli sensibili, durevole, biodegradabile, eco-friendly

SeaCell™ è una fibra innovativa che si ottiene dalla combinazione di alghe marine e cellulosa. Ѐ un materiale biodegradabile e sostenibile, che si distingue anche per le proprietà benefiche sulla pelle. Le alghe utilizzate sono risorse rinnovabili: nel momento della raccolta, infatti, viene prelevata soltanto la parte della pianta in grado di rigenerarsi. Il processo di lavorazione è stato brevettato e perfezionato per preservare al massimo le proprietà dell'alga, che vengono mantenute all’interno della fibra naturale. Le alghe sono vegetali ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti: questi elementi, presenti nelle fibre, possono essere assorbiti dall’epidermide a contatto con il tessuto, generando un effetto piacevole e benefico. Il SeaCell™ è morbido, leggero, traspirante e ipoallergenico, ideale per le pelli delicate.

Tessuti naturali e tecniche decorative: ecoprint

Tecniche decorative manuali

La cifra che accomuna tutte le tecniche decorative che utilizzo è l’artigianalità: tradizione, manualità e continua sperimentazione si fondono per dare origine a colori, motivi e disegni unici. Utilizzo i vegetali che coltivo nel mio orto e nel giardino tintorio, oltre a scarti alimentari e agricoli che recupero da aziende del territorio, per riciclarli. La sovrapposizione di diverse tecniche, l’aspetto unico del risultato (a volte imprevedibile) e le naturali imperfezioni della materia vegetale rendono ogni creazione irripetibile. Tutto il processo è ciclico e non produce scarti: i residui di liquido tintorio tornano alla terra innaffiando il giardino, fino all’ultima goccia, mentre le piante protagoniste della bollitura e della stampa naturale diventano compost.

Tintura naturale

La tintura naturale è una tecnica impiegata dall’umanità fin dai tempi più antichi. Per colorare filati e tessuti utilizzo unicamente la materia vegetale che proviene dalla natura (foglie, fiori, radici, cortecce, frutti, funghi). Nel processo di tintura il colore è estratto dai materiali attraverso tecniche come la bollitura, la macerazione o l'infusione. Le fibre dei tessuti, prima trattati con mordenti naturali, assorbono il colorante. 

Le tonalità, l’intensità e la brillantezza dei colori possono variare davvero moltissimo, grazie all’incontro di tanti fattori diversi: la materia naturale utilizzata, le condizioni ambientali, la stagione, il tessuto, il tipo di estrazione, i mordenti utilizzati e anche il ph dell’acqua. La tintura naturale è una tecnica che richiede tempo e pazienza, ma è altamente sostenibile: non vengono mai adoperate sostanze chimiche tossiche e le risorse da cui si ricava il colore sono rinnovabili e biodegradabili. Oltre al valore ecologico, la tintura naturale mi appassiona perché richiede creatività, sensibilità estetica, conoscenza delle materie prime naturali e una continua sperimentazione. Per me è un'esplorazione creativa radicata in tradizioni antiche, con un forte valore contemporaneo: è sostenibile, rispettosa dell’ambiente, ciclica e stagionale. 

La ricerca e la sperimentazione di vegetali sono potenzialmente infinite: io ho scelto di utilizzare solamente materiale tintorio locale oppure raccolto di persona durante i miei viaggi, oltre a vegetali che recupero dagli scarti agricoli o alimentari di altre realtà del territorio, per favorire un’economia circolare. Seguendo questa filosofia, ho anche deciso di non procurarmi materiale tintorio che proviene dall’altro lato del pianeta: questo significa rinunciare a qualche colorazione, per essere coerente con i valori in cui credo.

Ecoprint

L’ecoprint o stampa botanica è una tecnica di stampa naturale più recente rispetto alle tradizioni millenarie della tintura. Ѐ nata dalle sperimentazioni dell’artista tessile India Flint, che racconta di aver avuto l’intuizione raccogliendo le uova di una delle sue galline: erano state covate per qualche giorno in un nido fatto di rami secchi di eucalipto, mentre pioveva, e l’atmosfera umida unita al calore delle piume aveva fatto stampare le foglie sul guscio delle uova. Nell’ecoprint, infatti, sono utilizzati materiali come foglie, fiori, bacche, radici e cortecce per trasferire direttamente sul tessuto (quindi stampare) i colori e le forme dei vegetali, senza adoperare sostanze tossiche. Ogni stampa corrisponde all’impronta esatta della materia botanica.

La stampa avviene sul tessuto naturale dopo una prima mordenzatura, ovvero un trattamento che prepara le fibre a trattenere il colore. Si dispongono i vegetali sul tessuto, creando un design unico. Il tessuto viene poi legato stretto attorno a un bastone (o tubo) per ottenere il bundle, che è pronto per la cottura (tramite bollitura o a vapore). Una volta cotto, il bundle deve raffreddarsi e viene lasciato a riposo, fino al momento magico dell’apertura. Ѐ un viaggio sensoriale breve e intenso: si srotola lentamente il tessuto e si rimuovono le piante, per scoprire le impronte che vengono gentilmente rilasciate. Lo stupore è sempre enorme e l’emozione si fa sentire, come se fosse sempre la prima volta: i profumi sprigionati dai tessuti sono avvolgenti e il disegno è una sorpresa per gli occhi. Il tessuto stampato rimane all’aria per qualche giorno, per ossigenarsi, e poi viene lavato. Tutto il procedimento è ecologico e sostenibile, perché favorisce un utilizzo consapevole e rispettoso delle risorse della natura, incoraggiando anche il riutilizzo di materiali che altrove sarebbero scartati. 

Ogni stampa ha un aspetto organico, è unica e irripetibile. Dipende dal tipo di pianta, dalla freschezza della materia utilizzata, dalla stagione in cui è stata raccolta, dalla modalità di cottura e dalle temperature, dal ph dell’acqua, dalla mordenzatura, dal tipo di tessuto naturale su cui viene stampata. Dopo anni di sperimentazione è possibile prevedere o ricercare alcuni risultati, ma la resa è sempre almeno in parte inaspettata: l’imprevedibilità della stampa è proprio uno degli aspetti che amo di più. A differenza della tintura che colora l’intero tessuto, la stampa botanica crea impressioni dettagliate dei contorni e delle texture delle piante utilizzate: si possono ottenere immagini quasi fotografiche di foglie e fiori, oppure forme astratte e delicate, a seconda del modo in cui vengono scelti e trattati i vegetali. È un processo che richiede tempo, molta pazienza e accuratezza, ma insegna a connettersi profondamente con il ciclo delle stagioni, i ritmi naturali e l’ambiente in cui viviamo.

Shibori 

Lo shibori è una antichissima tecnica giapponese di tintura a riserva. Prima di essere immerso nella tintura, il tessuto naturale viene manipolato in vari modi con piegature, torsioni, legature o cuciture, in modo da isolare alcune parti, che quindi non entreranno in contatto con il colore. Dopo l’immersione, le pieghe e le legature vengono sciolte, rivelando un disegno astratto creato dalla contrapposizione tra le aree colorate e quelle al naturale (o tinte in modo più lieve). I motivi ottenuti con lo shibori possono essere semplici cerchi o linee, oppure disegni geometrici più complessi. Anche la casualità fa parte del fascino di questa tecnica: nonostante lo studio delle forme, il risultato è sempre influenzato dall'interazione tra tessuto, tintura e tecniche di legatura. Ogni passaggio, dalla piegatura del tessuto alla legatura, fino alla tintura e alla gentile rimozione dei lacci, è fatto a mano, con calma e pazienza. La bellezza dello shibori per me sta nella semplicità del processo, nella stupefacente varietà dei risultati e anche nella possibile sovrapposizione di questa tecnica con l’ecoprint.

Block print 

Il block print è una tecnica di stampa manuale che utilizza blocchi di legno intagliati per trasferire disegni su tessuti. Si tratta di una tecnica manuale antica, usata nelle produzioni tradizionali della cultura indiana e cinese. I blocchi vengono immersi nell’inchiostro e poi pressati a mano sul tessuto, con precisione, creando pattern e motivi che si ripetono. Il risultato può essere semplice oppure molto elaborato: la ripetizione dello stampo di intagli particolareggiati può creare effetti armoniosi e disegni molto affascinanti, in cui anche le piccole imperfezioni contribuiscono alla bellezza e all’unicità del pezzo.

La stampa realizzata con gli inchiostri naturali è ecologica e sostenibile. Creo gli inchiostri a partire dal residuo dei bagni di colore non ancora esausti: attraverso una paziente lavorazione, riesco a ricavare una pasta colorante più densa, utilizzando la tintura fino all’ultima goccia. Stampo con i blocchi di legno che recupero nei mercatini di antiquariato oppure con timbri che intaglio a mano su linoleum: adoro questa tecnica perché libera la fantasia e la creatività, al punto tale che per la stampa è possibile usare qualsiasi cosa (dalla metà di un frutto, alla la punta di una matita).

Serigrafia

La serigrafia artigianale è una tecnica di stampa a mano, in cui si utilizza un telaio fatto di tessuto su cui viene impresso un disegno. Una volta posizionato il telaio sul tessuto da stampare, si stende l’inchiostro, che passerà negli spazi previsti dal disegno, in modo da creare immagini o motivi colorati. Gli inchiostri che impiego per la stampa serigrafica sono sempre di origine vegetale, ottenuti dallo stesso materiale tintorio utilizzato per altre tecniche: è una tecnica ecologica perché riduce al minimo gli scarti e permette di riutilizzare i telai.

Anche se la matrice permette di replicare piĂš volte lo stesso disegno con una certa precisione, la stampa viene sempre realizzata a mano, regalando a ogni prodotto artigianale qualche particolaritĂ . La tecnica serigrafica mi affascina proprio per questo motivo: posso creare e riprodurre disegni complessi, molto dettagliati, senza perdere il carattere autentico della produzione fatta a mano.

Boro e sashiko

Tra le tecniche con ago e filo che preferisco ci sono due arti giapponesi, il boro e lo sashiko. Il boro è una tecnica tradizionale di cucito e riparazione, nata dall’esigenza di prolungare la vita dei tessuti. Gli indumenti o i tessili logorati possono essere riparati grazie al riutilizzo di altri pezzi di stoffa cuciti insieme a mano. Lo sashiko invece è una tecnica di ricamo giapponese, utilizzata per rinforzare i tessuti oppure per decorarli. Sono due arti connesse, che valorizzano il recupero dei materiali esistenti, la cura per i capi, il desiderio di evitare lo spreco e la possibilità di creare qualcosa di nuovo a partire dall’imperfezione. Mi piace sperimentare queste tecniche soprattutto nell’upcycling, per recuperare pezzi second hand, “vissuti” ma di buona qualità, che possono avere piccoli difetti: utilizzo il boro e lo sashiko per rinnovare questo genere di capi, riciclando anche scampoli di tessuto naturale che ho tinto e stampato, per ottenere risultati originali.

Colorazioni

I colori che caratterizzano le mie creazioni sono spesso tonalità calde, naturali e terrose, che ricordano le sfumature della natura che mi circonda, da cui prendo ispirazione, e il legame con il territorio affascinante in cui vivo. 

Una curiositĂ : in tintura naturale il colore fa sempre riferimento al materiale tintorio da cui deriva, ovvero la pianta di origine. Ad esempio: rosso robbia, marrone noce, giallo reseda. Per avvicinarci al modo in cui siamo abituati a pensare ai colori nella vita di tutti i giorni, nelle descrizioni li troverai spesso associati alle sfumature a noi piĂš familiari (rispetto a quelle del nome tintorio). Ad esempio parleremo di rosso bruno, marrone cappuccino, giallo dorato, ruggine, terracotta, verde salvia, verde bosco.

Tra i colori non manca mai il verde, il mio preferito, in tutte le sue tonalitĂ : dal verde chiaro, al verde oliva, con la sua profonditĂ  intensa, alla freschezza del verde muschio, fino al verde salvia, delicato e rasserenante. Mi scopro a ricreare di continuo il verde, perchĂŠ mi connette immediatamente alla natura e al presente, ovunque sia, regalandomi intense sensazioni di quiete e pace.

Anche il marrone è un colore molto presente nella mia produzione: c’è il marrone terra, che accoglie, avvolge e scalda, come il terreno in cui pianto i semi, in cui tutto inizia e a cui tutto torna. Poi il marrone cappuccino e il beige sabbiato, che mi ricordano la sabbia delle spiagge liguri, i piedi scalzi, la sensazione di calma e di libertà di fronte al mare.

La natura ci regala infinite tonalità di giallo. Tra i miei preferiti ci sono il giallo dorato e brillante, che ricorda la luminosità del sole sulle rocce e sulle spiagge più selvatiche, oppure il giallo ocra, raffinato, ma ugualmente energico e vitale. Anche l’arancione compare spesso nella mia collezione, con tonalità che vanno dall’arancione dorato, al ruggine, fino al terracotta. Sono sfumature vivaci, piene di calore e di energia, che richiamano soprattutto l’autunno, ovvero il momento in cui il ciclo naturale arriva al culmine, insegnandoci poi a lasciar andare.

Ci sono poi le tonalitĂ  del rosso e rosa: il rosso bruno, soprattutto, un colore profondo e potente, che comunica passione e ricorda i cieli infiammati dal tramonto. Il rosa antico e il rosa loto, invece, sono toni poetici, eleganti e delicati, che richiamano i ricordi del passato e infondono sensazioni di dolcezza.

Il bianco naturale è un altro colore che non manca mai nelle mie creazioni, perché è la veste naturale dei tessuti, un neutro puro e grezzo, non adulterato o “sbiancato”. Si tratta di sfumature ecrù, che possono spaziare dal bianco sporco all’avorio, dal crema al beige, dal sabbia chiaro al beige terroso, dal grigio chiaro al marrone tenue. Regalano un senso di autentica purezza.

Erbario dei materiali

Il materiale che utilizzo per la tintura è sempre di origine vegetale. Con l’esperienza ho imparato che ogni pianta rilascia un diverso colore di base, ma le tonalità possono variare per cause diverse: la stagione e il luogo in cui è stata raccolta (per il clima e la natura del terreno), la concentrazione di materia prima usata per la tintura, il tipo di fibra utilizzata (cotone, lino, canapa e così via), il ph dell’acqua del bagno di colore e l'uso di mordenti naturali. Anche se posso avere un’idea del colore che vorrei ottenere,  il risultato può sempre sorprendermi con una nuova sfumatura. Lo studio dei vegetali è potenzialmente infinito: io ho scelto di creare solamente con materiale tintorio locale oppure raccolto di persona durante i miei viaggi, oltre ai vegetali che recupero dagli scarti agricoli o alimentari di altre realtà del territorio.

Noce

Juglans Regia, Juglans Nigra

Colore: marrone intenso, marrone grigio, beige, grigio, nero

Tra le piante piÚ utilizzate per la tintura naturale, sia per la stabilità del colore che produce, sia per la bellezza delle tonalità calde e terrose. Rilascia un marrone scuro, spesso profondo e intenso, ma permette di ottenere anche marroni piÚ morbidi e chiari oppure tonalità neutre e calde, dal beige al tortora. Può essere anche virato verso il grigio, creando sfumature terrose piÚ fredde e sofisticate.

Robbia

Rubia Tinctorum

Colore: rosso, mattone, arancione, rosa, corallo, marrone rossastro e viola

Dalla radice di robbia si ottiene un colorante naturale conosciuto fin dall’antichità, in grado di tingere le fibre di intense tonalità rosso caldo: regala sfumature dal rosso vivo al rosso scuro, ma variando la preparazione si possono ottenere anche toni aranciati, rosa, violacei e addirittura marroni caldi e terrosi.

Melograno

Punica Granatum

Colore: giallo brillante, ocra, verde, marrone chiaro

Utilizzando gli scarti del frutto, quindi la buccia, è possibile ottenere un colore molto resistente alla luce e ai lavaggi. La tonalità più comune è un giallo chiaro e intenso, quasi dorato. Con una più alta concentrazione e un bagno prolungato, il giallo può virare verso l’ocra, mentre l’utilizzo di un mordente a base di ferro regala tonalità verdi, con sfumature terrose. In bagni di tintura diluiti oppure con fibre che assorbono meno il colore, si possono ottenere anche sfumature marroni sobrie e delicate.

Quercia

Quercus Nigra

Colore: giallo, giallo oro, marrone, grigio, nero

Per le tinture si possono usare la corteccia, le galle e le ghiande, che producono una gamma di colori terrosi e neutri molto stabili, oltre che versatili. La tonalità principale è il marrone caldo, che può variare da chiaro a scuro a seconda della concentrazione e della durata del bagno di colore. Variando questi fattori si possono ottenere sfumature beige oppure colorazioni piÚ scure, come il grigio e il nero.

Castagno

Castanea Sativa

Colore: bruno rossastro, marrone, beige

Del castagno si utilizza soprattutto la corteccia, anche se si possono sperimentare le foglie e i ricci, per ottenere colorazioni molto resistenti. La tonalità predominante è un marrone ricco e caldo, che può variare di intensità a seconda delle variazioni in fase di tintura: si può ottenere anche il crema oppure un giallo caldo, quasi dorato. Con diversi mordenti naturali, il castagno produce anche sfumature grigie e olivastre.

Ontano

Alnus

Colore: giallo, marrone, verde, grigio

Meno conosciuto ma molto apprezzabile, l’ontano può produrre tonalità che vanno dal giallo al marrone (si utilizzano la corteccia, le foglie e occasionalmente le radici). Con un bagno tintorio leggero, l’ontano rilascia sfumature giallo chiaro e dorato (che possono spingersi anche verso l’arancione e il ruggine). Se il bagno di colore è più carico di corteccia, può invece produrre tonalità di marrone caldo e delicato. Sperimentando con altre variazioni in fase di tintura si possono ottenere anche colorazioni che tendono al verde e al grigio.

Acacia

Acacia Catechu

Colore: marrone, giallo, giallo oro, beige

L’acacia è conosciuta fin da tempi antichissimi per le proprietà tintorie: la sua corteccia e i baccelli regalano una varietà di colorazioni gialle e marroni molto interessanti. Con un bagno di tintura diluito si ottengono sfumature gialle molto delicate, quasi pastello. Aumentando la concentrazione si raggiungono tonalità più calde e luminose, come il giallo oro, e poi il marrone, molto ricercato. Utilizzando i mordenti naturali è possibile ottenere anche tonalità diverse, che virano verso il marrone grigiastro o il verde oliva.

Camomilla dei tintori

Anthemis Tinctoria

Colore: giallo chiaro, giallo oro, arancione, verde oliva, verde cedro

La camomilla dei tintori è una pianta dalle fioriture cariche di coloranti, capace di produrre splendide tonalità di giallo caldo, vibranti e luminose. Il colore principale è il giallo brillante, caratterizzato da un aspetto luminoso e solare. Con una maggiore concentrazione di materia prima o un tempo di tintura prolungato, si ottengono sfumature di giallo dorato, toni aranciati oppure tonalità che virano verso il verde.

Reseda

Reseda Luteola

Colore: giallo chiaro, giallo oro, arancione, oliva

La reseda è una delle piante tintorie naturali piÚ apprezzate, utilizzata da secoli per la produzione di colorazioni gialle intense e luminose, molto resistenti. Rilascia un giallo vivo, ma è in grado di produrre anche sfumature piÚ profonde e dorate. Combinando la reseda con particolari mordenti, il giallo può trasformarsi in un verde-giallo, ampliando la gamma di colori.

Coreopsis

Coreopsis Tinctoria

Colore: arancione intenso, rosso ruggine, mattone

I fiori di questa pianta possono produrre una sorprendente gamma di colori intensi, vibranti e caldi, con una varietà di sfumature che spaziano dal giallo solare, all'arancione, fino al rosso terroso. Il colore più comune è un giallo dorato e luminoso, che può variare d’intensità a seconda del tempo di tintura, trasformandosi in un arancione caldo. Grazie all’utilizzo di particolari mordenti, si possono ottenere tonalità più scure che tendono al rosso ruggine e al marrone rossastro.

Ortica

Urtica Dioica

Colore: giallo, giallo verde, verde, grigio verde

L’ortica è una pianta molto versatile, può essere utilizzata come fibra tessile e come materia tintoria: produce colorazioni verdi e giallo-verdi molto interessanti. In natura è abbondante e si trova facilmente: è uno dei vegetali che utilizzo più spesso per ottenere un verde chiaro e delicato, perfetto per sfumature naturali e fresche. Con un bagno di tintura più diluito e utilizzando parti diverse della pianta, è possibile ottenere anche tonalità che virano verso il giallo verde oppure il grigio verde.

Cipolla

Allium Cepa

Colore: giallo, arancione, rame, marrone rossastro

La cipolla è una fonte eccezionale per le tinture naturali: utilizzando la sua buccia (uno scarto alimentare facile da reperire) si possono ottenere bellissimi toni gialli, arancioni e marroni. Le bucce della cipolla gialla rilasciano una tonalità brillante, un bel giallo dorato che con un bagno prolungato può tendere verso un arancione caldo. Dalla buccia della cipolla rossa invece si ottengono tonalità ramate o marrone rossastre.

Avocado

Persea Americana

Colori: rosa, pesca, salmone

La buccia e il nocciolo dell’avocado sono materiali sorprendenti: rilasciano sfumature delicate, calde e raffinate, con una gamma di colore che va dal rosa al pesca. Una delle tonalità più comuni è un rosa delicato e soffuso, che cambia di intensità a seconda della concentrazione e del tempo di tintura. Con variazioni del bagno tintorio, il colore può intensificarsi fino a diventare pesca caldo o salmone.

Tessuti naturali e stagioni

Ciclo delle stagioni

I materiali botanici che utilizzo per la stampa naturale sono potenzialmente infiniti. Dopo anni di esperienza e di sperimentazione, non c’è stagione che non riesca a stupirmi con qualche nuova scoperta! A volte sono i vegetali che ho già studiato a sorprendermi con nuovi risultati, in altri casi sono piante che crescono spontaneamente nel mio territorio e che si fanno conoscere per la prima volta, rivelando bellissime impronte. 

Amo lavorare soprattutto con le piante spontanee, che crescono autonome nei giardini, nei prati e nei boschi del territorio in cui vivo: mi piace adoperare materiali botanici che si trovano in abbondanza, nel rispetto della natura.

Ogni periodo dell’anno è pieno di bellezza e di poesia, mi permette di osservare e di raccogliere piante, foglie, infiorescenze, bacche, frutti, cortecce. Il ciclo delle stagioni regala continue sorprese e ispirazioni: proverò a darti un’idea di quel che accade nel mio laboratorio mese dopo mese.

Primavera

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera germoglia la maggior parte delle piante, regalandoci le prime foglie: in questo periodo sono molto giovani e tenere, quindi le stampe saranno più eteree e delicate. Intanto i boschi iniziano a cambiare colori e profumi, mentre sbocciano i primi fiori. Per la stampa botanica è un periodo calmo, di risveglio, in cui le forme e le impronte sono ancora tenui. Se voglio creare stampe più intense, posso riciclare il materiale tintorio messo da parte in altre stagioni, oppure sperimentare con tecniche più astratte, utilizzando ghiande, galle e cortecce.

Materiali botanici che utilizzo in questo periodo:

edera, rosa canina, rosa rugosa, geranio, tarassaco, ortica, acero campestre, acero riccio, acero norvegese, finocchio selvatico, oxalis, sambuco, quercia, castagno, nocciolo, noce, ontano, elicriso, ippocastano, anemone, capelvenere, cineraria marittima, malvone, peonia, liquidambar, loropetalum, grevillea. 

Estate 

Quando la primavera lascia posto all’estate la natura esplode di colori e profumi, che invadono i boschi, i giardini e il mio laboratorio. I protagonisti assoluti sono i fiori, con la loro infinita varietà di sfumature e forme. I risultati della stampa botanica, in questo periodo, sono sempre molto allegri, vivaci e brillanti (così come il mio stato d’animo e lo slancio creativo!).

Materiali botanici che utilizzo in questo periodo:

(oltre a quelli primaverili) lavanda, ginepro, salvia, calendula, borragine, camomilla dei tintori, crisantemo selvatico, coreopsis, cosmos, bidens, dimorphoteca, caco, fico, vite, prugno, sommaco americano, acero giapponese, corniolo, salicaria, iperico, ginestra, ortensia, noce.

Autunno

Mentre la natura si prepara per l’arrivo dei mesi freddi, le foglie sulle piante raggiungono la maturità e nella stampa botanica possono esprimersi in tutta la loro intensità. Se voglio ottenere impronte fotografiche, infatti, questo è il periodo più indicato: le stampe sono cariche di colore e piene di dettagli.

Materiali botanici che utilizzo in questo periodo:

(oltre a quelli estivi, che giungono a maturazione) erica, melograno, lagerstroemia, verga d’oro.

Inverno

Nei mesi invernali buona parte del mondo vegetale si spoglia: rimangono a disposizione per la stampa i sempreverdi, le bacche, le galle o ghiande che ho conservato, qualche foglia o fiore essiccato. Di solito preferisco lavorare alla tintura e alla stampa botanica con materiale fresco, seguendo i ritmi della natura: in questo periodo dell’anno, infatti, mi dedico soprattutto alla sartoria e al confezionamento di abbigliamento e accessori. Tuttavia, quando sorge la necessità di stampare anche nei mesi invernali, la mia creatività accoglie la sfida con soddisfazione: i risultati sono spesso inediti e originali.

Materiali botanici che utilizzo in questo periodo:

euforbia, eucalipto, rovo, aquilegia, felce, mimosa, rosmarino, potentilla, lentisco, casuarina.

L'erbario di Nathueral

Acero (Acer L.)

Coreosside (Coreopsis)

Cosmos (cosmos bipinnatus)

Dimorfoteca africana (Osteospermum L)

Geranium

Melograno (Punica granatum)

Peonia (Paeonia)

Pepe rosa (Schinus molle L.)

Quercia (Quercus)

Rosa

Salicaria (Lythrum salicaria)

Sommaco americano (Rhus typhina L.)

La newsletter ti conduce nel giardino segreto di Nathueral, un luogo pieno di colori, profumi e poesia. Puoi immaginarmi mentre la scrivo rigorosamente a mano, con accanto una tazza di caffè o di mate, lasciandomi ispirare dal ritmo delle stagioni.Ѐ il luogo in cui ti racconto cosa accade nel mio laboratorio e dove ti rivelo in anticipo quando sta per arrivare il riassortimento periodico dei capi di abbigliamento e degli accessori (così potrai sbirciare le novità appena saranno disponibili). Ti aspetto!

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